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Differenza tra TAN e TAEG: cosa sono e come usarli

TAN e TAEG sono due indicatori che determinano il costo di un prestito. Ecco come funzionano, come calcolarli e quale conta di più.

Scritto da Samuele Onelia

- 31 mar 2026

Aderiamo

4 Minuti di lettura | Prestiti

Quando si chiede un prestito personale o un mutuo, due sigle compaiono sempre nel contratto: TAN e TAEG.

Capire la differenza tra TAN e TAEG è fondamentale per valutare il costo reale di un finanziamento. Il TAN misura solo gli interessi, il TAEG include tutte le spese obbligatorie.

In questa guida spieghiamo cosa significano, come si calcolano e come usarli per scegliere il prestito più conveniente.

Cos'è il TAN (Tasso Annuo Nominale)

Il TAN è il Tasso Annuo Nominale, cioè la percentuale di interessi che la banca applica ogni anno sul capitale prestato. Il significato di TAN si riassume così: è il costo degli interessi puri, senza spese aggiuntive.

Se una banca offre un prestito con TAN al 5%, significa che per ogni 100 € presi in prestito si pagano 5 € di interessi all'anno. Il TAN però non include nessun'altra spesa: né le commissioni di istruttoria, né le assicurazioni obbligatorie, né i bolli.

Per questo motivo il TAN da solo non basta per capire quanto costa davvero un finanziamento.

Cos'è il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale)

Il TAEG è il Tasso Annuo Effettivo Globale. Il significato del TAEG è più ampio rispetto al TAN: include il tasso di interesse più tutte le spese accessorie obbligatorie legate al prestito.

Nel calcolo del TAEG rientrano:

  • spese di istruttoria della pratica

  • commissioni di incasso delle rate

  • assicurazioni obbligatorie (non quelle facoltative)

  • bolli e imposte

  • eventuali spese per il conto corrente di appoggio, se obbligatorio

Il TAEG è l'indicatore più affidabile per confrontare prestiti diversi, perché riflette il costo totale del finanziamento e non solo gli interessi.

La legge italiana impone alle banche e alle finanziarie di indicare sempre il TAEG nei contratti e nei fogli informativi, proprio per tutelare il consumatore.

Differenza tra TAN e TAEG: quale conta di più?

La differenza principale è semplice: il TAN considera solo gli interessi puri, il TAEG considera gli interessi più tutte le spese obbligatorie.

Di conseguenza, il TAEG è sempre uguale o superiore al TAN. Se un prestito ha TAN 5% e TAEG 5%, significa che non ci sono spese accessorie. Se il TAEG è del 7%, quei 2 punti percentuali in più rappresentano i costi aggiuntivi.

Quando confronti due offerte di prestito, guarda sempre il TAEG. Due prestiti possono avere lo stesso TAN ma TAEG molto diversi, e quello con il TAEG più basso sarà il meno costoso.

TANTAEG
Cosa misuraSolo gli interessi sul capitaleInteressi + tutte le spese obbligatorie
Spese incluseNessuna spesa accessoriaIstruttoria, assicurazioni, bolli, commissioni
UtilitàCapire il tasso di interesse puroConfrontare il costo totale tra prestiti diversi
ValorePiù bassoUguale o superiore al TAN

TAN e TAEG esempio pratico

Supponiamo di chiedere un prestito di 10.000 € da restituire in 5 anni (60 rate mensili).

Offerta A: TAN 5,90%, TAEG 7,20% Rata mensile: circa 193 €. Costo totale del prestito: 11.580 €, di cui 1.580 € tra interessi e spese.

Offerta B: TAN 4,50%, TAEG 8,10% Rata mensile: circa 199 €. Costo totale del prestito: 11.940 €, di cui 1.940 € tra interessi e spese.

L'offerta A ha un TAN più alto, ma il TAEG è più basso. Risultato: si risparmiano circa 360 € scegliendo l'offerta A. Questo succede perché l'offerta B ha spese accessorie più elevate che il TAN non mostra.

Ecco perché confrontare solo il TAN può essere fuorviante.

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Come si calcolano TAN e TAEG

Come calcolare il TAN

Il TAN si ricava moltiplicando il tasso di interesse mensile per 12:

TAN = tasso mensile x 12

Se il tasso mensile è dello 0,5%, il TAN sarà del 6% (0,5% x 12).

Come calcolare il TAEG

Il TAEG è più complesso perché tiene conto della capitalizzazione composta e di tutte le spese. La formula semplificata è:

TAEG = (1 + tasso mensile effettivo)^12 - 1

Nella pratica il calcolo del TAEG segue una formula attuariale stabilita dalla Banca d'Italia. Non serve calcolarlo a mano: ogni banca e finanziaria è obbligata per legge a indicarlo chiaramente nel contratto e nel foglio informativo SECCI.

Quando un TAEG è buono?

Non esiste un TAEG universalmente buono perché dipende dal tipo di finanziamento, dall'importo e dalla durata. Alcuni riferimenti utili per il mercato italiano:

Per i prestiti personali, a marzo 2026 il TAEG medio si aggira intorno al 7,5%-8%. Un TAEG sotto il 7% è competitivo, sopra il 10% è elevato.

Per i mutui casa, il TAEG medio a inizio 2026 si attesta intorno al 3,87% secondo i dati di Banca d'Italia. Un buon TAEG sui mutui a tasso fisso è sotto il 3,5%.

I prestiti con TAN e TAEG a zero esistono ma vanno analizzati con attenzione: spesso sono riservati a importi bassi o durate brevi, e possono prevedere condizioni restrittive.

I rischi di un TAN basso o a zero

Un TAN molto basso o addirittura a zero non significa che il prestito sia gratuito.

Il TAEG potrebbe comunque essere significativo perché include spese di istruttoria elevate, commissioni o assicurazioni obbligatorie. In alcuni casi, le offerte con TAN 0% prevedono prezzi di acquisto gonfiati (tipico nei finanziamenti auto o per elettrodomestici).

La regola è sempre la stessa: per capire il costo reale di un finanziamento, si guarda il TAEG, non il TAN.

A cosa servono TAN e TAEG per chi chiede un prestito

TAN e TAEG servono al consumatore per valutare e confrontare diverse offerte di prestito. L'obiettivo è trovare i TAN e TAEG più convenienti sul mercato.

Presi singolarmente hanno un'utilità limitata: al massimo permettono di capire se la rata è sostenibile in base alle proprie entrate. Ma diventano strumenti fondamentali quando si confrontano più proposte.

Prima di firmare un contratto, è buona pratica:

  • Confrontare il TAEG di almeno 3-4 offerte diverse
  • Verificare quali spese sono incluse nel TAEG e quali restano escluse
  • Controllare se il tasso è fisso o variabile
  • Leggere il documento SECCI che la banca è obbligata a consegnare prima della firma

TAN e TAEG nei mutui: cosa cambia

Nei mutui la differenza tra TAN e TAEG è ancora più rilevante perché le spese accessorie sono più alte rispetto a un prestito personale.

Le voci che fanno salire il TAEG di un mutuo includono spese di perizia, costi notarili (quando obbligatori), imposta sostitutiva e polizza incendio e scoppio (obbligatoria per legge).

Su un mutuo ventennale, una differenza di mezzo punto percentuale nel TAEG può tradursi in migliaia di euro di costi in più. Per questo è essenziale confrontare sempre il TAEG e non fermarsi al tasso pubblicizzato.

Domande frequenti su TAN e TAEG

Qual è la differenza tra TAN e TAEG?

Il TAN (Tasso Annuo Nominale) misura solo gli interessi sul capitale prestato. Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) include gli interessi più tutte le spese obbligatorie come istruttoria, assicurazioni e commissioni. Il TAEG è sempre uguale o superiore al TAN.

Quando un TAEG è buono?

Dipende dal tipo di finanziamento. Per i prestiti personali in Italia, un TAEG sotto il 7% è considerato competitivo. Per i mutui casa, un buon TAEG a tasso fisso è sotto il 3,5%. Confrontare sempre il TAEG di più offerte prima di decidere.

TAN e TAEG vanno sommati?

No, TAN e TAEG non vanno sommati. Il TAEG include già il TAN al suo interno, più tutte le spese accessorie. Per valutare il costo di un prestito basta guardare il TAEG.

Cosa vuol dire TAN 0% e TAEG 0%?

Significa che il prestito non prevede né interessi né spese accessorie obbligatorie. Queste offerte esistono ma sono spesso limitate a importi bassi o durate brevi. Verificare sempre le condizioni nel contratto.

Come si calcola il TAEG di un prestito?

Il TAEG si calcola con una formula attuariale che tiene conto del tasso di interesse, della capitalizzazione composta e di tutte le spese obbligatorie. Non serve calcolarlo a mano: la banca è obbligata per legge a indicarlo nel contratto e nel foglio informativo SECCI.

È meglio guardare il TAN o il TAEG?

Meglio guardare il TAEG, perché rappresenta il costo totale del finanziamento. Il TAN mostra solo gli interessi e può essere fuorviante: un prestito con TAN basso potrebbe avere un TAEG alto a causa delle spese accessorie.

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