Cos'è un'IPO? Come funziona la quotazione in borsa

Scritto da Samuele Onelia

- 13 ago 2026

Aderiamo
Recensito da Samuele Onelia
Concetto chiave
  • Un'IPO porta le azioni di una società sul mercato pubblico
  • La prenotazione non garantisce l'assegnazione dei titoli
  • Prezzo, rischi e fiscalità vanno verificati prima di investire

Cos'è un'IPO: significato e definizione

Un'IPO, acronimo di Initial Public Offering, è l'offerta pubblica iniziale con cui una società propone per la prima volta le proprie azioni agli investitori in vista della quotazione in borsa. In parole semplici, se si chiede cos'è un'IPO, la risposta è questa: è il processo che porta le azioni di un'impresa privata verso il mercato pubblico.

Il significato di IPO non coincide però con ogni successiva compravendita del titolo. Durante l'offerta iniziale, gli investitori sottoscrivono azioni di nuova emissione o acquistano azioni cedute dai soci esistenti. Dopo l'avvio delle negoziazioni, gli scambi avvengono invece sul mercato secondario, dove un investitore compra da un altro investitore attraverso la borsa.

La distinzione è pratica. Nell'IPO il denaro può arrivare alla società, agli azionisti venditori oppure a entrambi. Negli scambi successivi, salvo operazioni societarie specifiche, il capitale passa tra chi vende e chi compra.

Come funziona un'IPO e la quotazione in borsa

Per capire come funziona un'IPO bisogna partire dalla preparazione. La società sceglie consulenti, banche collocatrici e altri professionisti, esamina i propri conti, definisce la struttura dell'offerta e avvia il percorso di ammissione al mercato scelto.

Segue la documentazione informativa. Per un'offerta pubblica o l'ammissione su un mercato regolamentato, il Regolamento europeo sul prospetto richiede in generale un prospetto preventivo, fatte salve le esenzioni previste. Su mercati come Euronext Growth Milan può essere previsto un Documento di Ammissione. L'approvazione dell'autorità riguarda completezza, coerenza e comprensibilità delle informazioni, non certifica la convenienza dell'investimento né garantisce il valore delle azioni.

Nella fase di bookbuilding gli intermediari raccolgono le manifestazioni di interesse, spesso entro un intervallo indicativo. La domanda contribuisce alla determinazione del prezzo finale dell'offerta, che non deve essere confuso con il prezzo che il mercato formerà dopo la quotazione in borsa.

L'offerta viene quindi assegnata secondo le condizioni indicate nei documenti. Se le richieste superano le azioni disponibili, può esserci un riparto e il singolo investitore potrebbe ricevere meno titoli di quelli prenotati, o nessuno. Con il primo giorno di negoziazione inizia il mercato secondario: da quel momento il prezzo varia in base agli ordini di acquisto e vendita.

OPS, OPV e OPVS: dove va il denaro raccolto

La sigla usata nell'offerta aiuta a capire chi vende le azioni e chi riceve il ricavato.

Nell'OPS, Offerta Pubblica di Sottoscrizione, vengono emesse nuove azioni. Il capitale raccolto entra nella società e può finanziare investimenti, crescita, acquisizioni o il rafforzamento patrimoniale. L'emissione aumenta però il numero delle azioni e può diluire la quota percentuale dei soci precedenti.

Nell'OPV, Offerta Pubblica di Vendita, sono messi sul mercato titoli già posseduti da soci esistenti. Il ricavato spetta agli azionisti venditori, non alla società.

L'OPVS combina sottoscrizione e vendita. Una parte delle azioni è nuova e porta risorse all'impresa, mentre un'altra parte viene ceduta dai soci. Il prospetto o il documento applicabile permette di verificare la composizione concreta dell'operazione.

Come partecipare a un'IPO dall'Italia

Non tutte le IPO sono aperte agli investitori al dettaglio. Alcune offerte sono riservate agli investitori istituzionali; altre includono una tranche retail accessibile attraverso gli intermediari partecipanti. Prima di agire, controlli quindi destinatari, calendario e condizioni dell'offerta nel prospetto o nel documento ufficiale.

Quando è prevista la distribuzione diretta al pubblico, in genere serve un conto titoli presso una banca o un intermediario che partecipa al collocamento. Durante la prenotazione può essere bloccata una somma calcolata sul prezzo massimo teorico. Il prezzo definitivo e le quantità assegnate vengono stabiliti in seguito, quindi la richiesta non garantisce l'assegnazione delle azioni.

Può seguire le operazioni annunciate nel Calendario IPO 2026 e confrontare i migliori broker italiani. Verifichi però che l'intermediario scelto aderisca alla specifica offerta: permettere la negoziazione di azioni non significa necessariamente consentire la prenotazione nella fase primaria.

Se non esiste una tranche retail, oppure se non riceve alcuna assegnazione, dopo l'avvio degli scambi può acquistare il titolo sul mercato secondario tramite un intermediario autorizzato. Le guide sui broker per azioni e sulle app per investire aiutano a valutare accesso ai mercati, costi e funzioni, senza sostituire la verifica dei rischi del singolo titolo.

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Perché una società sceglie un'IPO

Una quotazione può dare alla società accesso a nuovo capitale quando l'offerta comprende azioni di nuova emissione. Può inoltre creare un prezzo pubblico per i titoli, ampliare la base degli azionisti e offrire ai soci esistenti una strada graduale per rendere liquida parte della partecipazione.

La presenza in borsa comporta anche obblighi. L'impresa deve sostenere costi di preparazione e permanenza sul mercato, pubblicare informazioni periodiche e price sensitive, adeguare la governance e affrontare il controllo continuo degli investitori. La quotazione non migliora automaticamente il modello di business.

Per l'investitore, un'IPO può consentire l'accesso iniziale a una società che ritiene interessante. Il possibile vantaggio non è uno sconto garantito: il prezzo d'offerta deriva da valutazioni e domanda, e il titolo può salire o scendere già dalla prima seduta. Le quotazioni azionarie mostrano i prezzi formati dal mercato dopo l'ammissione, non il valore certo dell'impresa.

Rischi e svantaggi di investire in un'IPO

Il primo rischio è pagare una valutazione troppo alta. La società può avere una storia operativa lunga, ma non possiede ancora uno storico da quotata che mostri come il titolo reagisce a risultati, comunicazioni e condizioni di mercato. Nei primi giorni la volatilità può essere elevata e il prezzo può scendere sotto quello dell'offerta.

C'è poi il rischio di assegnazione. Una prenotazione può essere ridotta o non soddisfatta, soprattutto se la domanda supera i titoli disponibili. Al contrario, in un'offerta poco richiesta l'investitore deve chiedersi perché il mercato sia prudente, senza dedurre automaticamente che il prezzo sia conveniente.

La liquidità non è uguale per tutti i titoli. Un flottante contenuto o pochi scambi possono rendere più difficile comprare e vendere al prezzo desiderato. Eventuali accordi di lock-up, frequenti ma non universali, limitano temporaneamente le vendite di alcuni azionisti; alla scadenza potrebbe aumentare l'offerta di azioni, con possibili effetti sul prezzo.

Possono essere svolte operazioni di stabilizzazione nei limiti delle regole europee, ma possono interrompersi e non impediscono le perdite. Vanno considerati anche commissioni, spread, costi del conto e rischio di cambio se il titolo è negoziato in una valuta diversa dall'euro.

Evitare di concentrare una parte eccessiva del portafoglio su una sola IPO riduce il peso di un esito negativo. Un piano di accumulo del capitale può aiutare a ragionare su investimenti distribuiti nel tempo, ma non elimina il rischio di mercato. Anche eventi societari successivi, come uno stock split, cambiano il numero e il prezzo unitario delle azioni senza creare valore da soli.

Documenti, intermediari e regole italiane

Prima di investire, legga il prospetto approvato o il documento previsto per il mercato interessato. Controlli uso dei proventi, fattori di rischio, bilanci, azionisti venditori, criteri di assegnazione, eventuale lock-up e costi. CONSOB ricorda che l'approvazione del prospetto non equivale a un invito a investire né a un giudizio sul merito dell'operazione.

Utilizzi una banca o un intermediario autorizzato e verifichi i dati nei registri ufficiali. Le regole MiFID richiedono informazioni sul cliente e sul servizio prestato, ma il questionario non trasferisce all'intermediario ogni responsabilità sulle decisioni autonome. Diffidi di chi promette assegnazioni certe, rendimenti garantiti o accessi esclusivi non documentati.

Per una persona fisica fiscalmente residente in Italia che opera fuori dall'attività d'impresa, plusvalenze finanziarie e dividendi sono generalmente soggetti all'aliquota del 26%. Esistono eccezioni e regole ulteriori, per esempio per ritenute estere, partecipazioni detenute nell'attività d'impresa, soggetti diversi dalle persone fisiche, Paesi a fiscalità privilegiata e regimi speciali.

Le minusvalenze finanziarie, in via generale, non compensano i dividendi. Il trattamento concreto dipende anche dal regime amministrato, dichiarativo o gestito e dalla natura dello strumento. Per importi rilevanti o situazioni internazionali è prudente rivolgersi a un commercialista.

Come valutare un'IPO prima di investire

Parta dall'attività della società: come genera ricavi, quali costi sostiene e da cosa dipende la crescita. Confronti poi la valutazione proposta con risultati, debito, concorrenti e scenari realistici. Una storia convincente non sostituisce numeri sostenibili.

Guardi chi vende. Un'OPS destinata a finanziare un piano industriale ha effetti diversi da un'OPV in cui gli azionisti esistenti monetizzano una quota rilevante. Nessuna delle due strutture è negativa per definizione, ma l'uso dei proventi e gli interessi dei soci meritano attenzione.

Verifichi infine se l'investimento è coerente con orizzonte temporale, capacità di sopportare perdite e diversificazione complessiva. Il calendario di mercato aiuta a seguire date ed eventi, mentre le pagine dedicate a operazioni attese, come l'IPO di OpenAI, vanno lette distinguendo sempre fatti ufficiali, ipotesi e indiscrezioni.

Domande frequenti

Cosa significa IPO?

IPO significa Initial Public Offering, cioè offerta pubblica iniziale. È il processo con cui una società offre per la prima volta le proprie azioni agli investitori in vista della quotazione in borsa.

Come si partecipa a un'IPO in Italia?

Attualmente si può partecipare direttamente solo se l'offerta include una tranche retail accessibile tramite una banca o un intermediario aderente al collocamento. Serve in genere un conto titoli; se l'offerta non è aperta al pubblico retail, si può valutare l'acquisto sul mercato secondario dopo la quotazione.

La prenotazione garantisce l'assegnazione delle azioni?

No, la prenotazione non garantisce l'assegnazione delle azioni. Il prezzo finale e le quantità vengono determinati secondo le condizioni dell'offerta e, in caso di domanda elevata, la richiesta può essere ridotta o non soddisfatta.

Investire in un'IPO è sicuro?

No, investire in un'IPO non è privo di rischi. Il prezzo può scendere sotto quello d'offerta, la volatilità iniziale può essere alta e lo storico della società come emittente quotato è limitato; neppure un'eventuale stabilizzazione garantisce il prezzo.

Come vengono tassati i guadagni da IPO in Italia?

Attualmente, per una persona fisica residente in Italia che investe fuori dall'attività d'impresa, plusvalenze e dividendi sono generalmente tassati al 26%. Sono previste eccezioni e le minusvalenze non compensano normalmente i dividendi, quindi per il caso specifico è opportuno consultare un professionista fiscale.

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