Un pensionato in Italia ha diverse alternative per ottenere un finanziamento. Ogni formula ha caratteristiche specifiche.
Cessione del quinto della pensione
La cessione del quinto è la forma più diffusa di prestito per pensionati. La rata viene trattenuta direttamente dalla pensione dall’INPS, non può superare il 20% della pensione netta e ha un tasso fisso per tutta la durata.
Vantaggi principali: non serve un garante, il tasso è fisso, la rata è automatica. Lo svantaggio è che la polizza vita obbligatoria incide sul costo totale, soprattutto per chi ha più di 70 anni.
Per attivare la cessione del quinto, il pensionato deve richiedere il modulo di cedibilità della pensione tramite il portale INPS o un patronato, consegnarlo alla finanziaria scelta e firmare il contratto. Le rate verranno trattenute in automatico dal cedolino pensione.
Prestito personale
Il prestito personale è un’alternativa alla cessione del quinto. In genere permette di ottenere fino a 30.000-50.000 € a seconda dell’istituto. La rata non viene trattenuta dalla pensione ma addebitata sul conto corrente.
Il vantaggio è che non serve il modulo di cedibilità INPS. Lo svantaggio è che i tassi sono spesso più alti rispetto alla cessione del quinto e ci sono limiti di età più stringenti.
Delega di pagamento
La delega di pagamento funziona come la cessione del quinto: la rata viene trattenuta dalla pensione. La differenza è che può essere attivata in aggiunta alla cessione del quinto, per un totale massimo del 40% della pensione netta (20% cessione + 20% delega).
È una soluzione per chi ha già una cessione del quinto attiva e ha bisogno di ulteriore liquidità.
Finanziamento finalizzato
Questa formula permette di acquistare uno specifico prodotto o servizio a rate. La pratica è gestita dal venditore e il pensionato non riceve denaro: ha accesso diretto al bene e paga le rate secondo il contratto.
Carta di credito
La carta di credito ha massimali più bassi rispetto a un prestito, ma può essere una soluzione rapida per piccole spese impreviste.