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Rifinanziare un prestito: si può? Dopo quanto?
Aderiamo
Si può rifinanziare un prestito in qualsiasi momento. Non esiste un obbligo di attendere un periodo minimo, ma ci sono fattori concreti che influenzano le possibilità di ottenere condizioni migliori.
In questa guida vedrà nel dettaglio come funziona il rifinanziamento, dopo quante rate conviene farlo, quali sono i requisiti e in cosa si differenzia dalla rinegoziazione e dal consolidamento debiti.
Dopo quante rate si può rifinanziare un prestito?
Non c'è un numero minimo di rate imposto dalla legge. In teoria, può richiedere un rifinanziamento anche dopo la prima rata.
Nella pratica, la maggior parte degli istituti preferisce vedere almeno 6-12 mensilità pagate regolarmente prima di approvare un nuovo finanziamento. Il motivo è semplice: la banca vuole verificare che Lei sia in grado di rispettare gli impegni.
Se ha pagato meno di 3 rate, le possibilità di approvazione si riducono molto. L'istituto non ha abbastanza dati per valutare la Sua affidabilità e potrebbe interpretare la richiesta come un segnale di difficoltà economica.
Per la cessione del quinto, le regole sono diverse: il rinnovo è possibile solo dopo aver rimborsato almeno il 40% del piano di ammortamento.
Consiglio pratico
Controlli il Suo merito creditizio prima di chiedere un rifinanziamento. Se ha rate già pagate con regolarità e un buon profilo CRIF, le condizioni che può ottenere saranno migliori.
Come funziona il rifinanziamento di un prestito
Il rifinanziamento consiste nell'attivazione di un nuovo prestito che estingue il precedente. Il vecchio finanziamento viene chiuso e sostituito da un nuovo contratto con condizioni diverse.
In pratica funziona così:
- Lei richiede un nuovo prestito, spesso con un altro istituto
- Il nuovo finanziamento copre il debito residuo del vecchio prestito
- Il vecchio contratto viene estinto
- Inizia a pagare le rate del nuovo prestito, con il nuovo TAEG
Il rifinanziamento è una forma di consolidamento dei debiti: può includere anche liquidità aggiuntiva oltre al saldo del prestito precedente.
L'operazione è gratuita per il consumatore ai sensi della normativa sull'estinzione anticipata. Per i prestiti stipulati dopo il 1° settembre 2010, non si applicano penali di estinzione anticipata se l'importo residuo è inferiore a 10.000 €.
Differenza tra rifinanziamento e rinegoziazione
Sono due strumenti diversi, anche se spesso vengono confusi.
Rifinanziamento: si apre un nuovo prestito con una banca o finanziaria (anche diversa da quella originale) che estingue il vecchio debito. Si firma un nuovo contratto con nuove condizioni. Il CRIF registra sia la chiusura del vecchio finanziamento sia l'apertura del nuovo.
Rinegoziazione: si modifica il contratto esistente con lo stesso istituto, senza aprire un nuovo finanziamento. Si possono cambiare tasso, durata o importo della rata. Non serve passare per un nuovo processo di valutazione completa.
La rinegoziazione è in genere più veloce e meno costosa. Il rifinanziamento offre più flessibilità, perché può confrontare le offerte di più istituti e ottenere condizioni che la banca originale non sarebbe disposta a concedere.
In entrambi i casi, l'istituto non è obbligato ad accettare la richiesta.
Requisiti per rifinanziare un prestito
Non esistono requisiti universali, perché ogni istituto applica i propri criteri. In generale, la banca valuta:
Fonti di reddito stabili: lavoro dipendente, autonomo o pensione. Il reddito deve essere sufficiente a coprire la nuova rata.
Storico dei pagamenti: rate pagate regolarmente e nessuna segnalazione negativa nel CRIF. Questo è il fattore più importante.
Rapporto rata/reddito: la rata mensile non dovrebbe superare il 30-35% del reddito netto disponibile.
Età: minimo 18 anni, massimo in genere 75 anni al momento dell'ultima rata.
Residenza in Italia: per i cittadini non UE serve un permesso di soggiorno valido.
Eventuali garanzie: proprietà immobiliari o altri beni che possono rafforzare la richiesta.
Se la Sua situazione finanziaria non è cambiata rispetto a quando ha ottenuto il prestito originale, è più difficile che l'istituto approvi condizioni migliori. Un aumento di reddito, la chiusura di altri debiti o un miglioramento del profilo CRIF aumentano le possibilità.
Le procedure variano da istituto a istituto. Finanziarie come Agos, Findomestic e Compass hanno ciascuna le proprie politiche interne per valutare le richieste di rifinanziamento. In ogni caso, il fattore determinante resta la capacità del richiedente di rimborsare il nuovo prestito.
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Quando conviene rifinanziare un prestito
Il rifinanziamento ha senso in situazioni specifiche:
I tassi di interesse sono scesi rispetto a quando ha firmato il contratto originale. Se il Suo TAEG è significativamente più alto delle offerte attuali, può risparmiare.
Ha bisogno di liquidità aggiuntiva senza aggiungere una seconda rata mensile. Il rifinanziamento le permette di inglobare il debito residuo e ottenere fondi extra.
La rata attuale è troppo alta e vuole allungare la durata per ridurla. Attenzione: pagherà più interessi complessivi.
Vuole semplificare la gestione dei debiti. Se ha più finanziamenti in corso, il consolidamento in un'unica rata può aiutare.
Le Sue condizioni creditizie sono migliorate rispetto alla stipula del vecchio prestito. Un profilo CRIF più forte può darle accesso a tassi inferiori.
Attenzione
Se il prestito è vicino alla scadenza, rifinanziare potrebbe non convenire. Estendere la durata quando mancano poche rate significa pagare più interessi totali per un vantaggio minimo sulla rata mensile.
Cosa succede al CRIF quando si rifinanzia
Ogni richiesta di finanziamento viene registrata nel CRIF (Centrale Rischi Finanziari). Questo è un punto importante da considerare.
Quando richiede un rifinanziamento:
- La nuova richiesta viene registrata come interrogazione nel sistema
- Se il prestito viene approvato, il vecchio finanziamento risulterà estinto e il nuovo attivo
- Se la richiesta viene rifiutata, resta comunque traccia dell'interrogazione per circa 30 giorni
Troppe richieste ravvicinate possono essere interpretate come segnale di difficoltà finanziaria. Eviti di inviare domande a molti istituti contemporaneamente: è meglio fare una valutazione mirata e procedere con una o due richieste.
Se il Suo prestito è stato rifiutato, è consigliabile attendere almeno 30 giorni prima di ripresentare una nuova domanda.
Come rifinanziare un prestito: i passaggi
Il processo è simile a quello di una nuova richiesta di prestito:
Verifichi il debito residuo
Controlli quanto manca da pagare sul prestito attuale. Questa informazione è nel piano di ammortamento o nell'area clienti dell'istituto.
Confronti le offerte disponibili
Usi il nostro strumento di confronto prestiti per verificare se le condizioni attuali del mercato sono migliori di quelle del Suo contratto.
Calcoli il risparmio effettivo
Confronti il costo totale del nuovo prestito (incluse eventuali spese) con quanto pagherebbe continuando con il vecchio. Il TAEG è l'indicatore migliore per questo confronto.
Presenti la richiesta
Prepari i documenti (busta paga o pensione, documento d'identità, codice fiscale, piano di ammortamento del prestito in corso) e invii la domanda all'istituto scelto.
Attenda la valutazione
L'istituto verificherà il Suo profilo CRIF e le condizioni finanziarie. I tempi variano da pochi giorni a 2-3 settimane.
Domande frequenti
Quando conviene rifinanziare un prestito?
Conviene quando i tassi di interesse sono scesi rispetto al momento della stipula, quando ha bisogno di liquidità aggiuntiva senza aggiungere una rata, o quando il Suo profilo creditizio è migliorato e può accedere a condizioni migliori. Non conviene se mancano poche rate alla chiusura del prestito.
Come funziona il rifinanziamento di un prestito?
Si attiva un nuovo prestito che estingue il precedente. Il nuovo finanziamento copre il debito residuo del vecchio contratto e può includere liquidità aggiuntiva. Il vecchio prestito viene chiuso e si inizia a pagare le rate del nuovo, con condizioni diverse (tasso, durata, importo della rata).
Dopo quanto tempo posso rifinanziare un prestito?
Non esiste un tempo minimo imposto dalla legge. In teoria si può fare subito, ma nella pratica gli istituti preferiscono vedere almeno 6-12 rate pagate regolarmente. Per la cessione del quinto serve aver rimborsato almeno il 40% del piano di ammortamento.
Come si fa a rinegoziare un prestito personale?
Contatti direttamente l'istituto che le ha concesso il prestito e chieda di modificare le condizioni del contratto esistente (tasso, durata, importo rata). A differenza del rifinanziamento, la rinegoziazione non prevede l'apertura di un nuovo finanziamento. L'istituto non è obbligato ad accettare.
Rifinanziare un prestito influisce sul CRIF?
Sì. La richiesta viene registrata come interrogazione nel CRIF. Se approvata, il vecchio prestito risulterà estinto e il nuovo attivo. Se rifiutata, la traccia dell'interrogazione resta per circa 30 giorni. Eviti richieste multiple ravvicinate.
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Samuele Onelia
Risposte (6)
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