Azioni in ribasso da comprare nel 2026

Scritto da Samuele Onelia

- 19 ago 2026

Aderiamo
Recensito da Samuele Onelia
Concetto chiave
  • Un ribasso non basta: contano bilancio, debito e motivo del calo.
  • Costi, spread e tasse al 26% riducono il rendimento.
  • Consob, Banca d'Italia e MiFID II aiutano a leggere rischi e tutele.

Azioni in ribasso da comprare: cosa significa davvero

Le azioni in ribasso da comprare sono titoli che hanno perso valore e che, almeno a prima vista, potrebbero sembrare più convenienti rispetto a qualche mese prima.

Il punto però è questo: un'azione che scende non è automaticamente un affare. Può essere un'occasione se il mercato sta esagerando una notizia temporanea. Può essere una trappola se il business si sta deteriorando, il debito pesa troppo o gli utili futuri sono stati rivisti al ribasso.

La stessa logica vale per chi cerca azioni in calo da comprare: il calo è solo il punto di partenza, non la prova che il prezzo sia giusto.

Per questo la domanda corretta non è "quale azione è scesa di più?". È: "perché è scesa, quanto rischio sto comprando e che ruolo avrebbe nel mio portafoglio?"

Se Le serve prima scegliere l'intermediario con cui operare, parta dal confronto dei broker per azioni in Italia. Questa guida invece La aiuta a capire come valutare un titolo in calo prima di premere il pulsante di acquisto.

Prima regola

Questa pagina è educativa e non contiene raccomandazioni personalizzate. Comprare un'azione solo perché è in ribasso espone a perdite anche pesanti. Valuti sempre orizzonte temporale, diversificazione, costi e capacità di sopportare una perdita prima di investire denaro reale.

Cos'è un'azione in ribasso

Un'azione è in ribasso quando il suo prezzo di mercato scende rispetto a un livello precedente: il massimo dell'anno, il prezzo medio degli ultimi mesi, il prezzo di quotazione o il prezzo a cui Lei l'ha acquistata.

Il ribasso può essere giornaliero, come nelle liste dei titoli in calo pubblicate dai mercati, oppure più profondo e duraturo. Una discesa del 5% in una seduta può dipendere da volatilità normale. Un calo del 40% richiede un'analisi molto più seria.

Banca d'Italia ricorda che il prezzo di un'azione può scendere per fattori generali, come una crisi economica, o per ragioni specifiche della società, come investimenti sbagliati, scandali, prodotti deboli o perdita di fiducia. Questo rischio specifico si riduce solo con la diversificazione, non con la speranza.

In pratica, quando vede un titolo in calo, separi subito due casi:

  • ribasso di mercato: quasi tutto il settore o l'indice scende
  • ribasso della singola società: il problema riguarda quel titolo in modo particolare

Nel primo caso può esserci un'opportunità ciclica. Nel secondo deve capire se l'azienda è più economica o semplicemente più fragile.

Come funziona il ribasso di un'azione

Il prezzo di un'azione si muove perché compratori e venditori aggiornano continuamente le loro aspettative. Se molti investitori vogliono vendere e pochi vogliono comprare, il prezzo scende fino a quando non trova nuova domanda.

I motivi più comuni sono:

  • risultati trimestrali inferiori alle attese
  • margini in calo per aumento dei costi
  • debito elevato o rischio di aumento di capitale
  • taglio del dividendo
  • settore fuori moda o colpito da nuove regole
  • tassi di interesse più alti, che rendono meno attraenti le società con utili lontani nel tempo
  • panico generale su tutto il mercato

Il ribasso quindi non dice da solo se il titolo è interessante. Dice solo che il mercato oggi lo valuta meno di prima. Il Suo lavoro è capire se quella valutazione più bassa è giustificata.

Dove controllare le informazioni prima di comprare

Per non basarsi su video, forum o commenti social, usi fonti verificabili. Ecco una tabella pratica per orientarsi.

FonteQuando usarlaCosa controllare
Borsa Italiana / Euronext MilanPer titoli quotati in ItaliaPrezzo, volumi, mercato di quotazione, comunicati e calendario
ConsobPer tutele e regole di mercatoProspetti, avvertenze, autorizzazioni e trasparenza degli intermediari
Banca d'ItaliaPer educazione finanziaria e stabilità del sistemaRischio, rendimento, diversificazione e principi base degli investimenti
Agenzia delle EntratePer la parte fiscalePlusvalenze, minusvalenze, regime dichiarativo e adempimenti
Broker sceltoPrima di inviare un ordineCommissione, spread, canone, valuta, regime fiscale e documenti MiFID

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Quando può avere senso comprare azioni in calo

Comprare azioni in borsa dopo un ribasso può avere senso quando il prezzo è sceso più dei fondamentali dell'azienda. Non è facile capirlo, ma ci sono segnali utili.

Un ribasso può essere interessante se:

  • l'azienda continua a generare cassa
  • il debito è gestibile anche con tassi più alti
  • il calo nasce da una notizia temporanea e non da un problema strutturale
  • il management non ha perso credibilità
  • il settore ha ancora domanda reale
  • Lei non sta concentrando troppo capitale su un singolo titolo

Se invece non sa ancora come distribuire gli ingressi, guardi anche il piano di accumulo capitale. Entrare a rate non elimina il rischio, ma riduce la pressione di dover indovinare il minimo del mercato.

Una regola semplice: se l'unico motivo per comprare è "prima costava di più", non è abbastanza. Il prezzo passato non crea valore. Conta ciò che l'azienda può produrre da oggi in avanti.

Vantaggi potenziali

  • Può acquistare quote di aziende solide a prezzi più bassi rispetto ai mesi precedenti.

  • Ha più margine di rendimento se il mercato ha reagito in modo eccessivo a una notizia temporanea.

  • Può reinvestire dividendi e plusvalenze future partendo da una valutazione più ragionevole.

  • Può costruire una lista di controllo invece di inseguire titoli già saliti molto.

  • Può usare il ribasso per diversificare, non per concentrare tutto su un'unica scommessa.

Rischi da non sottovalutare

  • Un titolo può scendere ancora del 20%, 40% o 70% dopo il Suo acquisto.

  • Il mercato può avere ragione: utili, margini o bilancio potrebbero peggiorare davvero.

  • Le perdite su singole azioni pesano molto se il portafoglio non è diversificato.

  • La liquidità può diminuire sui titoli piccoli, aumentando lo spread tra acquisto e vendita.

  • Il desiderio di recuperare una perdita può portare a comprare troppo presto o troppo spesso.

Esempio pratico con costi e fiscalità italiana

Immagini di voler investire 1.000 € in un titolo sceso da 20 € a 14 €. La perdita precedente del titolo è del 30%, ma per Lei conta il prezzo di ingresso: compra 71 azioni circa, prima dei costi.

Ora aggiunga i costi reali. Se il broker applica 1 € di commissione e lo spread effettivo tra acquisto e vendita Le costa circa lo 0,20%, parte già con circa 3 € di costo complessivo su 1.000 €. Se il conto ha un canone di 5 € al mese e Lei lo usa solo per piccoli ordini, il canone pesa molto sul rendimento.

Se il titolo risale e Lei vende con una plusvalenza, in Italia la tassazione dei capital gain su azioni è generalmente del 26%. Anche i dividendi sono normalmente tassati al 26%. Le minusvalenze possono essere utili per compensare plusvalenze future, ma con regole precise e limiti temporali.

TAN e TAEG non sono indicatori normali per comprare azioni. Diventano rilevanti se usa credito, leva o finanziamento a margine per investire. In quel caso sta aggiungendo un debito all'investimento, quindi deve guardare interessi, TAEG, costi di finanziamento e rischio di chiusura forzata della posizione. Per un investitore non professionale, di solito è meglio evitare la leva.

Checklist prima di comprare

Prima di acquistare un titolo in ribasso, risponda per iscritto a queste domande: perché è sceso? Che cosa deve succedere perché torni a salire? Quanto posso perdere senza rovinare il portafoglio? Sto comprando perché ho un piano o perché ho paura di perdere l'occasione? Se non riesce a rispondere, non è ancora un investimento: è una scommessa.

Quadro normativo italiano: Consob, Banca d'Italia e MiFID II

In Italia gli investimenti in azioni rientrano nel perimetro dei servizi di investimento vigilati. Consob controlla trasparenza dei mercati, correttezza degli intermediari e tutela degli investitori. Banca d'Italia vigila su banche e intermediari per la stabilità del sistema finanziario.

La normativa europea MiFID II impone agli intermediari di raccogliere informazioni su conoscenza, esperienza, situazione finanziaria e obiettivi del cliente. Ecco perché, quando apre un conto presso una banca o una piattaforma di investimento, deve compilare il questionario MiFID. Non è burocrazia inutile: serve a valutare se certi strumenti sono coerenti con il Suo profilo.

Attenzione anche al FITD, il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Protegge i depositi bancari entro i limiti previsti dalla normativa, ma non garantisce il valore delle azioni. Se il titolo scende, quella perdita resta a carico dell'investitore.

Per scegliere strumenti e piattaforme, può confrontare anche le migliori app per investire, ma controlli sempre autorizzazioni, regime fiscale, costi e documenti informativi prima di depositare denaro.

Metodo semplice per valutare titoli in ribasso

Un approccio pratico è usare quattro filtri.

1. Motivo del ribasso. Legga l'ultima trimestrale, il comunicato della società e le notizie rilevanti. Un calo legato a tutto il settore è diverso da un'indagine, da un profit warning o da un aumento di capitale.

2. Qualità del bilancio. Guardi debito, liquidità, margini, flusso di cassa e scadenze finanziarie. Un'azienda indebitata soffre di più se i tassi restano alti.

3. Valutazione. Confronti prezzo/utili, prezzo/ricavi e rendimento del dividendo con la storia della società e con concorrenti simili. Un multiplo basso può indicare sottovalutazione, ma anche aspettative molto deboli.

4. Peso nel portafoglio. Decida prima quanto allocare. Per molti investitori retail, una singola azione dovrebbe restare una parte limitata del patrimonio investito. ETF e PAC possono coprire la parte centrale del portafoglio, lasciando alle singole azioni solo una quota più controllata.

Il metodo non garantisce guadagni, ma evita l'errore più comune: comprare titoli in ribasso perché sembrano "in saldo", senza sapere cosa si sta comprando.

Domande frequenti

Quali azioni in ribasso comprare oggi?

Non esiste una lista valida per tutti. Prima di comprare valuti motivo del ribasso, bilancio, debito, utili attesi, liquidità del titolo, costi del broker e peso nel Suo portafoglio. Un titolo sceso molto può essere sottovalutato oppure può continuare a perdere valore.

Le azioni sottovalutate sono sempre un buon investimento?

No. Un'azione può sembrare sottovalutata perché il mercato prevede utili più bassi, problemi di debito o rischi regolatori. La sottovalutazione è interessante solo se Lei capisce perché il mercato potrebbe sbagliarsi.

Conviene comprare durante un crollo di borsa?

Può convenire solo con un piano chiaro e un orizzonte lungo. Durante un crollo i prezzi possono diventare più interessanti, ma la volatilità aumenta e nessuno sa dove sia il minimo. Entrare a rate può ridurre il rischio di concentrare tutto nel momento sbagliato.

Quanto si paga di tasse sulle azioni in Italia?

Le plusvalenze su azioni sono generalmente tassate al 26%, così come i dividendi. Esistono regole specifiche per minusvalenze, regime amministrato e regime dichiarativo. Per casi personali complessi è meglio rivolgersi a un commercialista.

Perché il broker chiede il questionario MiFID?

Il questionario MiFID serve a raccogliere informazioni su esperienza, conoscenza, situazione finanziaria e obiettivi di investimento. L'intermediario lo usa per valutare adeguatezza o appropriatezza degli strumenti rispetto al Suo profilo.

Il FITD protegge anche le azioni?

No. Il FITD riguarda i depositi bancari entro i limiti previsti, non il valore di mercato delle azioni. Se compra un titolo e il prezzo scende, la perdita resta Sua.

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