A cosa serve questo calcolatore
Il rapporto rata/reddito misura quanto pesa la rata di un prestito o di un mutuo sulle Sue entrate mensili. È il primo numero che guarda una banca quando decide se concederLe il finanziamento.
Inserisca reddito e rata: il calcolatore Le dice subito in che percentuale incide la rata sul reddito e se rientra nei livelli che gli istituti considerano sostenibili.
Inserisca il reddito netto mensile
Usi lo stipendio o la pensione che riceve ogni mese, al netto delle tasse. Se ha entrate variabili, prenda una media prudente degli ultimi mesi.
Aggiunga la rata da valutare
Scriva l'importo della rata del mutuo o del prestito che sta considerando. Se non ha ancora un'offerta in mano, può partire da una stima.
Indichi le altre rate in corso
Sommi le rate di prestiti, finanziamenti o cessione del quinto che già paga. Anche questi impegni pesano sul calcolo.
Legga il risultato
Il calcolatore mostra la percentuale di incidenza e Le segnala se si trova in una fascia comoda, al limite o troppo alta.
Come si calcola
La formula è semplice: si sommano tutte le rate mensili, si dividono per il reddito netto del mese e si moltiplica per 100.
Rate totali ÷ reddito netto × 100 = incidenza %
Un esempio concreto. Supponiamo un reddito netto di 2.000 € al mese, una rata di mutuo da 500 € e un prestito auto ancora attivo da 100 €. Le rate totali sono 600 €.
600 € ÷ 2.000 € × 100 = 30%. La rata pesa per il 30% sul reddito, un livello che molte banche considerano ancora gestibile.
Quale soglia è considerata sostenibile
Non esiste una soglia uguale per tutti fissata per legge, ma una regola pratica molto diffusa: la rata non dovrebbe superare circa un terzo del reddito netto, quindi tra il 30% e il 35%.
Sotto il 30% ha buoni margini e una richiesta più facile da approvare. Tra il 30% e il 35% resta accettabile, ma con poco spazio per gli imprevisti. Oltre il 35% molte banche frenano, perché il reddito che Le rimane dopo la rata diventa troppo basso.
Conta anche il reddito residuo, cioè quanto Le resta ogni mese dopo aver pagato. Con uno stipendio alto una banca può accettare un'incidenza maggiore, perché la cifra che avanza è comunque sufficiente a vivere.
Come abbassare l'incidenza della rata
Allunghi la durata del finanziamento: la rata mensile scende, anche se nel tempo paga più interessi.
Chiuda o accorpi i piccoli prestiti già in corso prima di richiedere il mutuo.
Versi un anticipo più alto sul mutuo, così l'importo finanziato e la rata si riducono.
Confronti più offerte: a parità di importo, un TAEG più basso significa una rata più leggera.
Valuti un cointestatario: sommando due redditi, la stessa rata pesa di meno in percentuale.
Attenzione al tasso variabile
Se sceglie un mutuo a tasso variabile, la rata di oggi non è detto sia quella di domani. Quando i tassi salgono, la rata cresce e con essa l'incidenza sul reddito.
Faccia il conto anche in uno scenario peggiore: provi a immaginare la rata con qualche punto percentuale in più e controlli se resta sotto la soglia. Con un tasso fisso la rata non cambia, quindi questo calcolo Le serve soprattutto all'inizio.
Domande frequenti
Qual è un buon rapporto rata/reddito?
Come regola pratica, una rata sotto il 30% del reddito netto è considerata comoda. Tra il 30% e il 35% resta accettabile per molte banche, mentre oltre il 35% diventa difficile ottenere il sì. Più l'incidenza è bassa, più margine Le resta per gli imprevisti.
Si calcola sul reddito netto o lordo?
In Italia il riferimento più usato è il reddito netto mensile, cioè quello che riceve davvero sul conto. È il dato che riflette la Sua reale capacità di sostenere la rata ogni mese. Tredicesima e quattordicesima è meglio valutarle a parte, senza spalmarle sul singolo mese.
Le altre rate che già pago contano nel calcolo?
Sì. La banca somma tutte le rate attive, compresi prestiti personali, finanziamenti e cessione del quinto, e le confronta con il reddito. Per questo conviene chiudere i piccoli debiti prima di chiedere un mutuo o un prestito importante.
Cosa succede se supero la soglia consigliata?
Non è un divieto automatico, ma le probabilità di rifiuto aumentano. Può rientrare allungando la durata, riducendo l'importo, versando un anticipo o aggiungendo un cointestatario. In alternativa cerchi un'offerta con un TAEG più basso, così la rata si abbassa.
Vale anche per la cessione del quinto?
La cessione del quinto ha una logica propria: la rata viene trattenuta direttamente in busta paga o sulla pensione e non può superare un quinto, cioè il 20%, dello stipendio netto. Resta comunque utile sommarla alle altre rate per vedere il peso totale dei Suoi impegni.
